Cenni fotografici

Ho incontrato Gianluca tramite le sue immagini, prima ancora che di persona, quando cercavamo di mettere a frutto la nostra passione per la fotografia realizzando articoli e piccoli reportage per una semisconosciuta rivista locale, qui a Vicenza.

Come tutte le grandi amicizie, è cominciata con un astioso “ma chi è questo?!”, perché ancora non avevo capito come, dietro l’apparenza ruvida e un po’ scostante di Gianluca, si nascondessero sensibilità, pazienza, umanità. Col tempo, siamo diventati amici e ho avuto occasione di vedere come queste sue qualità si trasfondessero senza salto di continuità nelle sue immagini.

Quelle contenute in questo libro hanno avuto come banco di prova uno dei più impegnativi: il Kenya. E non quello idealizzato, patinato, turistico, ma quello del villaggio di Mtangani, dove i volontari della Angel’s Onlus lavorano e combattono giorno dopo giorno per dare a dei bambini un futuro.

Un’esperienza da cui il mio amico viaggiatore è tornato con fotografie meravigliose: incisive, amorevoli, commoventi, che trovate raccolte qui e che vi invito a portare con voi, perché se lo farete, le immagini dei prossimi sorrisi sul volto dei ragazzi di Mtangani saranno anche opera vostra.

Cristiano Rando
(amico e fotografo)


Gianluca Polazzo: fotografo inviato.
Gianluca Polazzo: fotografo inviato.

Ho conosciuto Giuseppina qualche mese prima di essere catapultato nella sua realtà. Me ne avevano parlato, certo, ma non avrei mai pensato di trovarmi di fronte ad una persona con così tanto cuore.

La sua avventura con Angel’s Onlus ha origini non troppo lontane: una folgorazione quando, durante un viaggio di piacere in Kenya, un pensiero fisso si era impossessato di lei. Voleva poter fare qualcosa per quei bambini e ragazzi che aveva incontrato nel suo girovagare.

La decisione drastica di una donna forte: abbandonato tutto in Italia decide di mettere in piedi un progetto a favore di coloro che avessero avuto bisogno di aiuto per accedere ad una vita dignitosa. Istruzione, cibo, salute: in molti casi mancavano. Rimboccandosi le maniche e con le sue sole energie ha deciso di donare al meglio ciò che poteva ad alcuni di loro, anche se so che nel suo cuore resta l’amarezza per non poter dare tutto questo a molti di più.

Conosciuto il suo progetto, ho voluto incontrarla e anch’io sono rimasto colpito dalle sue parole.

Volevo aiutare e, come fotografo, l’unico mezzo che ho a disposizione è la macchina fotografica.

Poco dopo sono partito per il villaggio di Mtangani, vicino a Malindi, dove si trova la casa famiglia che Giuseppina ha realizzato. Ho vissuto quindici giorni con loro, con lei, con i suoi collaboratori e con questi splendidi tredici ragazzi di cui si occupa “Mama Giusy”.

Il mio progetto era ben definito nella mente, ma ho voluto realizzarlo senza preconcetti. Sarebbe stato troppo semplice raccontare le sofferenze e le difficoltà a cui questo popolo deve far fronte ogni giorno; quindici giorni per seguire i ritmi di vita di questa famiglia raccontando ciò che li circonda quotidianamente.

Non credo che il mio racconto debba essere letto come il solito documento di povertà e sofferenza; anzi, vuole essere l’esatto contrario. Vuole raccontare un modo di vivere diverso nel quale Giuseppina si è calata, del quale ha accettato ritmi e cultura e per il quale vuole fare qualcosa di più.

Alla fine del viaggio, alla fine del racconto, credo che l’impegno più grande di “Mama Giusy” sia e sarà quello di insegnare a questi ragazzi che un futuro esiste, basta saperlo creare.

Gianluca Polazzo
(fotografo e autore delle foto del sito)

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